L'ironia del destino, che mai ha peccato nell'essere beffardo, porta con se aria di cambiamennto proprio nell'anniversario di uno dei momenti più cruciali della mia vita.
Un anno, tra alti e bassi, pianti e sorrisi ritrovati, 365 giorni nei quali mi sentivo...perso, ma che mi han permesso di trovare una direzione, scavarla nella roccia, a fatica a volte ma pur sempre una via, ed è con orgoglio che dico che è la mia strada.
Il non voler essere la colonna rotta appoggiata all'altra mi rimane come fine ultimo, ora inizio a stare in piedi, e un giorno potro costruire il mondo sopra me.
Un anno che, mi costringe ora a tirare le somme, prima del giro di boa, prima di lasciar andare per sempre il nido protettivo.
Partirò da ciò che più a lasciato solchi.
Avevo trovato l'amore e l'ho vissuto come meglio potevo, ma l'ho perso, ma ho imparato, molto, ad esempio che anche io posso amare e che può capitare pure a me. Ho capito che è bellissimo tenere ad una persona così tanto, ho capito che fa altrettanto male perderla o non sentirsi amato.
Ho sentito gli amici talmente vicini in certe occasioni che stringerli e gridargli forte vi amo non sarebbe bastato a fargli capire quanto bene gli voglio, li ho allontanati e loro mi han lasciato andare e a volte mi han ripreso, e ho imparato che ho bisogno dei miei spazi ma che a volte tiro troppo la corda, che ci son limiti.
La paura di essere abbandonato è un mio grande terrore, l'ho vissuto, l'ho sofferto, non lo vorrei mai più.
Ho trovato lavoro, lavorare aiuta a vivere in tutti i sensi: denaro, mente occupata, soddisfazioni. Stressa, disabilita e picchia con la medesima veemenza, eppure lo si fa. Dicono che sono bravo, io mi accontento di non fare casini, ma sorrido nel cuore se vengo apprezzato.
Ho pure l'automobile, e da bravo uomo disinteressato dei motori, so solo che è una 600 e nulla più. L'ho chiamata "el calabacin rojo"...e ho scoperto che non le dispiace affatto visto che non mi ha ancora lasciato a piedi, in fondo è una signora con i suoi anni.
Tra pochi giorni porterò le mie cose fuori da questa stanza, quattro mura che mi han visto cullare l'infanzia, mura colorate dove vi è impresso il mio essere, le mie emozioni, le mie fantasie e pensieri... niente che un colpo di pennello potrà cancellare. Ma io della mia stanza ne vado fiero.
Una nuova casa dunque, mia, la mia casa, mi agita dirlo ma è un subbuglio interno e profondo che da fuori nulla si scorge. La prova tangibile della boa da girare, via verso quella strada ovunque vada non importa, purchè ci sia. Passetti fatti con la testa, piccoli me decisi. Magari non sarà la meta tanto anelata ma è un inizio.
La colonna inizia a stare in piedi da sola ma non può farlo senza la base no?
Il coinquilino...che dire...neanche farlo a posta parla spagnolo, l'ho conosciuto e c'era sintonia. Una sensazione positiva che spero duri sempre.
Ho imparato a decidere, lasciare e prendere.
Ho conosciuto l'ammirazione, il disprezzo, l'amore e la sofferenza.
Ho rivisto persone e ho scordato altre.
Ho iniziato ad ascoltarmi, a dare attenzione hai segnali che il mio corpo mi manda, perchè è tutta una sensazione che si riflette sul fisico.
Ho molti dubbi e poche certezze, tante paure e coraggio da qualche parte.
Ho capito che non sono una persona divertente, alla mano e un festaiolo ma posso offrire sicurezza e fiducia, non è molto ma in questo mondo a volte servono.
La societa così com'è non mi piace, la politica non mi piace, il razzismo, l'omofobia, la violenze nemmeno. Ma ho inteso che per qualcuno sono solo reazioni istintive alla paura. Per altri...beh...il mondo è bello nella sua varietà.
Ho capito pure che non tutto è merda, che ci sono ancora cose che valgono la pena.
Che la speranza aiuta.
La fortuna anche.
Il tempo passa.
Un anno particolare, vivo, con le sue ferite ma proprio perchè fan male sai che è stato vivo.
Ho ancora molti desideri, tantissime paure, tempo chissà, speranza sempre.
