Il tempo passa, ho trovato un lavoro (anche se solo per cinque mesi), ho conosciuto gente nuova, nuovi amici a cui mi sto affezionando, sento persone che erano vicine lontane, mia sorella si è trasferita a Ponza e forse la vedrò a Natale, sono senza barba e tra qualche giorno anche i capelli verranno tagliati, dicono che sto meglio così, ho saputo di avere due spasimanti dal reparto bambino, c'è una pesona che lavora nel negozio di fronte che mi piace assai e ha il nome più bello del mondo, oggi non sopporto mio padre e non è una novità, ho pranzato fuori offrendo il pranzo ad una collega, lei mi ha offerto il caffè, stare a casa mi sta stando stretto, la macchina non frena bene anche se il meccanico afferma il contrario, ho spostato ben 16 tavoli pesantissimi sudando come un maiale, ho mangiato un pasticcio buonissimo, adoro l'erba cipollina, i miei genitori tornano a Roma per quattro giorni, il mio gatto ha un occhio gonfio, la Laky è una puzzona ma di tanto amore, voglia di gelato, aggiorno il blog e ho un vasetto di cioccolata da spalmare in macchina.
Alcune cose son cambiate.... altre non cambiano mai.
Ho pensato a lui anche oggi, come mi capita ogni giorno in ogni istante da mesi ormai, ma tra i mille pensieri si è sviluppata una consapevolezza fondamentale: rivivendo i momenti vissuti assieme, i miei comportamenti, le mie parole, il mio agire, ho capito che non ero pronto.
Non ero pronto ad una relazione seria. Lui forse lo aveva capito molto prima di me.
L'ho amato come nessuno prima, lo amo ancora, so quello che ho provato anche se c'è chi dubita di questo, ma credo che le cose dovevano andare così, le scelte fatte sono state quelle giuste: porterenno lui a cercare qualcuno che sia pronto e riesca a fargli battere quel cuore che crede spento, e me a crescere in questa vita dove l'amore resta ancora la più grande incognita.
Sono mesi che non si fa sentire evitando le chiamate, le mail e i messaggi (sottolineo che l'ho cercato solo per due giorni, ed il tormento non c'è stato) e anche questo rientra nel corretto andare delle cose. Ha di fronte a sé la laurea, e se per soli due esami era totalmente preso e assente, credo che questo sia un valido motivo. Buena suerte papito!
Chissà se si farà sentire prima o poi, ha promesso di non sparire dalla mia vita... beh, aspetterò. Come dice lui "è sempre la penultima volta".
A volte mi capita di pensare a come reagirei, ora sono concentrato sul lavoro e nonostante il pensiero fisso della sua persona, riesco ancora a sorridere, ma se telefonasse? se ci fosse l'occasione di vederlo? Vi confesso che mi dà timore. Diciamo che parte di me non vorrebbe che accadesse, l'altra non aspetta altro.
Provo ripetutamente a dirgli addio ma la mia mente è così brava a trovare motivi per non farlo, cerco di metterci la parole FINE ma appare sempre TO BE CONTINUED... che debolezza!
La mia parte razionale sa che lui è un capitolo chiuso, ma l'irrazionale rappresentato dal cuore vorrebbe il secondo capitolo e ci spera, spera ardentemente a costo di aspettare anni.
Forse non sarei pronto ancora, forse si, in effetti alcune cose le ho capite, forse stiamo viaggiando in direzioni opposte ormai, è tutto un forse... ma una cosa certa c'è, ogni storia ha la sua fine, ma nella vita la fine è solo un altro inizio e se deve essere sarà. Nel mentre... c'è tutto un mondo.
