martedì 20 maggio 2008

Coraggio.

Ho paura.
Qualsiasi sia la sua risposta, io ho paura.
Ho chiesto molto a me stesso in questi ultimi giorni e non mi sono tradito, anzi sono rimasto stupito da quanto io possa osare e arrivare dove voglio. Ma la mia strada non si ferma qui, devo chiedere ancora e ancora, arriva un altro "piccolo passetto capricorniano autocosciente" anche se sembra un'enormità. Ma se ho imparato una cosa ultimamente è che quello che sembra inaffrontabile in realtà non lo è: è tutto paura e amore in fondo.
Nonostante le intenzioni e le parole, io rimango sospeso per la fifa, senza nessun appiglio, cosa assai strana per me. Lo dico perchè è quello che sento, stamattina mi son svegliato tremando all'idea di comprare il biglietto del treno, era come concretizzare la cosa, affrontarla. Ma va bene così, la strada me la sto costruendo.
Roma mi attende per la seconda volta, la bella e romantica Roma che spero non mi deluderà. Sarà come avverare la prima monetina lanciata nella fontana di Trevi, la seconda si è già esaudita.
Devo sottolineare una cosa importantissima, ovvero coloro che mi stanno vicino, perchè ho fatto tanto io ma probabilmente lo avrei passato molto male senza di loro: i miei amici.
Giacomo per primo: fratello mio, o sorella mia come preferisci, ti devo molto, nonostante sei tra i due fuochi mi appoggi, mi consigli, mi aiuti e mi sproni e per questo: grazie.
Daniela: sorella mia, sembriamo come Will&Grace (in effetti hai gli stessi capelli assurdi) e come loro ci siamo aiutati, supportati ed è stato grande. Quando avevo bisogno tu sei venuta e so che ci sarai, per questo: grazie.
Francesco: fratello mio, pensavo di essere lontano da te e invece mi hai stupito, mai così vicino sei stato e mai così forte è stato il nostro rapporto. L'ho capito, ho capito come sono importante per te anche nelle piccole cose come il bere assieme un estaté. Per questo: grazie.
Francesca: sorella mia, splendi come non mai in questo periodo, sono rapito dalla tua persona ed è un piacere starti accanto. Mi fai stare bene e per questo: grazie.
Alex: sorella mia, lontana fisicamente ma con il cuore accanto al mio. Sempre a capire gli inevitabili parallelismi tra le vite di noi tutti: grazie.
Se non lo aveste capito, siete le mie colonne su cui spesso mi adagio quando devo riposare un po', perchè so che ci siete, mi sostenete, per questo: vi amo. E dire grazie a voi è solo una piccola cosa di quello che sento.
Erano giorni che avevo bisogno di scrivere queste frasi, nulla deve rimanere dentro.
E ora io, qualche frase rivolta a me:
"Sei uno scemo! si, perchè hai perso tanto tempo invece di vivere, era così facile dire: grazie, ti amo, vi voglio bene... e tu lo hai evitato per anni, schivando la gioia che questo dà. Ma ognuno ha il suo tempo e ci sei arrivato anche tu, questo è l'impotante. E ora leggi quanto segue, perchè mai frase fu più appropriata:

Adesso è fatta! Vola oggi!
La tua zampa mai s'appoggi!
Vola oggi ed ogni dì...
Colibrì... tanton ti!

Si tanton ti. Sai cosa vuoi forse per la prima volta nella tua vita, e allora vai... apri le ali, coraggio!"
Me stesso.

lunedì 12 maggio 2008

Anche papà.

Incredibile dispendio di energie, tensione che non augurerei al peggior nemico, eppure... l'ho fatto tre volte oggi.
Preso il coraggio in mano, dopo mia madre ho affrontato mia sorella e l'esito è stato piacevolmente sorprendente. Nessun problema insomma sembrerebbe.
Il peggio è arrivato con il turno di mio padre.
Ho fatto lo stesso discorso ma lui ha travisato tutto, ha ascoltato solo quello che voleva. Diciamocelo, lui non è una cima anzi, ma alla fine il messaggio l'ha recepito: un figlio diverso.
Alla domanda: "sorpreso?" ha detto si.
Alla domanda: "deluso?" ha detto si, in una maniera un po' più volgare.
Le minacce sono giunte presto, "ti sparo o mi sparo io!", "spero che tu scherzi!", "io volevo una bionda non un (qui ha fatto il classico gesto)!"...etc etc... immaginavo la reazione, logica e inevitabile. Ma poi ha poseguito durante la giornata: "hai ucciso il padre e anche la madre!" chissà poi perchè parlava anche per lei, "è una pugnalata al cuore!"...etc etc.
Lui è così, non vede oltre il suo essere, a volte mi chiedo perchè non facciano santa mia madre visto che da parte di suo marito è tutto dannatamente scontato, una routine che fa domandare se l'amore esiste ancora qui: nessun viaggio insieme, mai a cena fuori, ma che è? boh!
Per lui esiste solo se stesso, infatti quello che ho passato io non gli è passato nemmeno per l'anticamera del cervello di domandarmelo. Tanto, se il figlio soffre...
Non mi accetterà mai, ma dovevo farlo, non voglio mentire in eterno, voglio offrire a colui che bramo semplicemente me stesso, e questo significa sincerità in ogni dove e quando.
Il magone è aumentato da quando ho aperto bocca, ma è un percorso che ho scelto di fare ora, evitarlo sarebbe stato solo temporeggiare.
E' come nel film C.R.A.Z.Y., di certo lui lo sa, è un film che adora come me.
Il casino in cui mi sono messo è enorme ma la strada è quella che sto costruendo, voglio arrivare là, davanti a lui e chiedere perchè, semplicemente perchè due persone fatte l'una per l'altra come noi devono finire così?
E voglio essere puramente io quando lo farò.
Il rischio è grosso, lo sento sulla pelle.. se dicesse no? chissà?
Io non posso tornare indietro ora, non posso.
Per fortuna è passata un'amica, un'altra sorella per me, che mi ha fatto sfogare, ho detto tutto, raschiato il fondo del barile dei miei pensieri e segreti, mi ha fatto stare bene e per questo ringrazio.
Lei, come altri, capisce.
Forse un giorno... anche papà capirà.

Mamma lo sa!

Ho 25 anni ed era ora di sputare il rospo.
Roma probabilmente mi attende ed esige giustificazioni, null'altro se non la verità.
Un'altra notte insonne, diciamo pure che sono stato tra le braccia di Morfeo solo qualche ora...
Sono sceso presto a godermi il sole del mattino, quell'aria dell'alba che da troppo tempo non assaporavo, guardando il mio riflesso su una vetrata e dicendomi: "forza, hai deciso e così dev'essere".
Mia madre e scesa e i dialoghi sono stati pressocchè questi:
Mamma: "come mai già sveglio?"
Io: "non riuscivo a dormire."
Mamma: "come mai?"
Io: "Eh! è lunga da spiegare ma ho tre cose da dirti. 1: devo tornare a Roma perchè là c'è una persona che mi interessa. 2: non è una lei ma è un lui. 3: in caso le cose volgessero al meglio c'è la possibilità che vada a stare in Spagna."
Mamma: "..."
Io: "Sorpresa?"
Mamma: "Un piccola sorpresa si!"
Io: "Delusa?"
Mamma: "No, delusa no, la vita è così."
E' stato un gran gesto, ma mamma non manifesta molto le cose e spero che non ne soffra di questo, nè ho già sofferto io abbastanza. Però mi sento meglio ora. Lei sa tutto di me e di lui, cosa c'è stato tra noi.
Poi ho detto: "Mamma? vuoi vedere le foto di Roma?"
Mamma: "Si"
Le abbiamo viste insieme, e abbiamo ascoltato la canzone che io reputo mia e di lui, e lei ha detto che era bella.
Non so cosa pensi veramente mia madre ma spero mi capisca.
Ora un altro passo durissimo sarà affrontare mio padre e mia sorella.
Sto muovendo montagne per lui, ma forse l'essenziale, che è sempre invisibile agli occhi, è che lo faccio per me.
Intanto mamma lo sa!

domenica 11 maggio 2008

Sorridere al mondo


Ho passato due giorni d'inferno, le fiamme le ho sentite davvero.

La notte dopo la brutta notizia non ho chiuso occhio, il mio fisico ne risentiva, ero soggetto ad un alternarsi di brividi di freddo cadaverico con attimi in cui il ventre, zona dove le mie emozioni hanno maggior ripercussione, prendeva letteralmente fuoco.

Il cuore sembrava stretto in una mano colma di oggetti appuntiti.

Tutto il tempo passato al buio a letto con gli occhi sbarrati, sentivo in testa le canzoni che han fatto la colonna sonore della mia storia... ogni parola, ogni frase, riecheggiavano più forti non appena cercavo di sviare la mente.

Mangiare poi non se ne parlava.

Sono uscito ugualmente a fare i lavori che mi ero ripromesso di fare: pulire il giardino della vicina, aiutare un amico a spostare una serra, esercitarmi con il tamburino e andare a suonare in un bar. Ho messo tutto me stesso nel darmi un contegno, nel trattenere il pianto, nel non pensare. Una fatica immane... ma ogni istante in cui ero solo, quando nessuno mi vedeva, i miei occhi cedevano.

Andare a suonare la sera, cosa che stavo per disdire, è stato un toccasana, mi sono sentito un po' meglio, ho conosciuto gente nuova molto interessante... anche, ironia del destino, il ragazzo sul quale avevo puntato lo sguardo mesi fa ma che non sono mai riuscito a incontrare.

La notte scorsa, complice la stanchezza, il non aver dormito e non aver mangiato, sono riuscito a dormire 4 ore. Non molte in verità ma al momento bastano.

Venendo al dunque: stamattina ho scritto su un foglio quello che non ho mai detto a lui, quello che sentivo dovergli dire e poi, mi è bastato un momento, ho preso il telefono, sono uscito a camminare al sole e l'ho chiamato.

Suonava libero ed ha risposto.

Gli ho chiesto 2 minuti di tempo per leggergli una cosa e me li ha concessi, e poi... ho semplicemento letto.

Era felice di sentirmi e ora sono sicuro che mi vuol bene. No, non siamo più una coppia, ma lui in un modo o nell'altro resterà nella mia vita ed è questo che conta.

Quello che ho avuto il coraggio di dirgli è importante, soprattutto per me. Ho in un certo senso preso le redini del mio cuore e mi sono esposto alla vita più che potevo, ho detto parole che pensavo mai avrei pronunciato, insomma... sono fiero di me.

Un po' è come se fossi cresciuto.

Cos'ho scritto?

Questo:


Si che è una scelta, tu eri preoccupato per quando torni alla tua isola, ma io ti avrei seguito anche là.

Se me lo avessi chiesto, probabilmente avrei accettato quel vestito bianco. Ti ricordi? Io in bianco e tu in nero, con un elefante e una giraffa in giardino.

Ma se così non può essere, devo chiederti un'ultima cosa: non abbandonare il mio mondo, non uscire dalla mia vita, resta anche solo come amico e me lo farò bastare.

Certe cose non cambiano: ti amo.



Y ahora vuelvo a mirar el mundo a mi favor, vuelvo a ver brillar la luz del sol. Questo è ciò che penso.

Fa male ancora, non passerà in fretta... ma se su cento ferite mi si chiude una è già qualcosa.

In uno stato intermedio tra dolore ed euforia non posso far altro che sorridere al mondo, ora.

venerdì 9 maggio 2008

Ho pianto.

La telefonata di ieri sera mi aveva lasciato una brutta sensazione, la sua voce. il suo silenzio.
L'anima mia percepiva che qualcosa non andava.
Oggi, la mazzata.
Ho parlato con un amico, un fratello per me, che condivide la stanza con lui... ed ecco che anche lui tenta di dosare le parole: strano. Ma dopo la mia richiesta di smettere di nascondere le cose e di parlare apertamente, l'ha fatto.
Il ragazzo perfetto per me... forse risente del fatto che tra due mesi torna in Spagna, non vuole coinvolgersi troppo nonostante mi chiami il suo elfo perfetto, un elfo tanto giusto quanto sbagliato il paese in cui vive.
Cerca di allontanarmi forse.
Ma non basta, lui che ha dei validi ideali in fatto di relazione, ha ceduto... sarà stato l'alcool che aveva bevuto ma ha baciato un'altra persona, e poi l'ha rivista ieri... ed il mio cuore si devasta nello scrivere.
Non mi ha detto nulla... solo silenzi... ed il mio tremare.
A me non importa cos'ha fatto... voglio solo parlare con lui, sapere se per noi lui vede qualcosa, se per noi lui vuole qualcosa, se... insomma solo domande.
"Te voy queriendo cada dìa un poco mas"... questo gli ho scritto pochi giorni fa, ma ora capisco perchè non ci è stata risposta.
Io credo di essermi inamorato, perchè solo un innamorato guarda per ore la foto di noi due sull'isola Tiberina, abbracciati. Solo un innamorato ascolata spesso la canzone che considera nostra. Solo un innamorato aspetta trepitante ogni giorno un suo segno.
Io non voglio perderlo. L'ho detto al mio amico, lo ribadisco a me stesso.
So che sono nel suo cuore, lo so per certo.
Allora perchè frena, la distanza si può superare no?
Intanto tutta questa situazione pesa, pesa tanto.
Fa male più di quanto avessi potuto pensare.
E io...
...ho pianto.