Natale era, è e sarà.
Era una festa che da bambino aspettavo con ansia, l'atmosfera tra le più speciali dell'anno, quella mezzanotte con la musica "Happy Xmas" di Lennon che s'accende, lo scambio caloroso di auguri, il dare e il ricevere non importava cosa, contava tutt'altro.
Il compleanno proprio quell'istante prima rendeva tutto ancora più importante. La trepitante attesa di quel pacco infiocchettato, il tuo giorno, tu e l'attenzione che il mondo dava a te prima del nuovo 25 dicembre, e la tua festa diventava mondiale, qualcosa per cui tutti gioiscono allo scoccare delle 00.00!
Oggi, il Natale mi è risultato a mala pena sopportabile, mancava la magia, la voglia.
Due cene con i parenti dove ho giusto scambiato quattro parole, niente risa, nessun divertimento, pura noia. Son scappato dagli amici per attraversare questo storico momento assieme a loro... nemmeno questo mi ha fatto sentire il calore di un tempo.
La mia testa urla: fuga! fuggi dal Natale!
Bello il Natale ma a me inizia a stare stretto... non vedo più ciò che lo rende una giornata importante, e questo mi porta a ripensare all'essere arido e vuoto. Essere capricorno è la scusa, sterile come la terra senz'acqua... la verità, è che essere terra mi pesa, mi pesa come un mondo intero addosso, e se manca l'acqua allora il risultato è l'inutilità.
Stanco nel profondo, devo sembrare una vera palla agli occhi altrui, mi spiace... forse ho perso la motivazione semmai ce né stata una.
Che bel regalo ho ricevuto, ho chiesto un'unica cosa, una sola... e invece mi ritrovo qui a scrivere dell'opposto.
Come l'elefante che guarda quella maledetta farfalla in una canzone che forse è nota ai più, ho voglia di nascondemi.
Il prossimo 25/12? Sarà un appuntamento per il quale spero non manchi la voglia di non perderlo.
Alla fine, Natale era, è e sempre sarà, con o senza me.
Ah dimenticavo... felice Natale.
giovedì 25 dicembre 2008
venerdì 5 dicembre 2008
domenica 2 novembre 2008
L'ultimo sogno
Stanotte, dopo la tenebrosa notte di Halloween che lui adora tanto, l'ho sognato.
Ho intitolato questo post "l'ultimo sogno" perchè non voglio farne altri. Non ho intenzione di nominarlo più nei futuri scritti.
Eravamo io e lui, in fila per entrare in una discoteca, soli, eccetto il buttafuori qualche metro in là, lui mi abbracciava dalle spalle, una bellissima stretta piena di calore. Tre ragazzi escono dalla porta principale per andarsene e noi intuiamo che sta per arrivare il momento di entrare, stanno parlando tutti al femminile e noi ci scherziamo sopra. Poi, lui si gira verso me con gli occhi lucidi e dice un "no"come solo lui sa dirlo, un no che presuppone un non voler accettare quello che sta per arrivare e io so che è perchè è la nostra ultima sera assieme.
"Perchè?" mi chiede, lasciando intendere che è riferito al fatto di due persone che si trovano, due fatti per stare uniti ma che devono dirsi addio.
La mia risposta: "Perché così quando ci rivedremo sarà ancora più bello." Poi, un semplice bacio a labbra serrate con il suo viso tra le mani, bello, dolce, proprio come me lo ricordavo.
Qualche lacrime gli sta per scendere ma lo guardo e lo trascino dentro al locale dicendo che è ora di ballare, divertirci, fino all'ultimo istante di noi due, per avere solo la possibilità di dire: c'è stato tutto, non abbiamo perso neanche un secondo del tempo concesso.
Poi il risveglio, con un sorriso che ultimamente avevo scordato. Un destarsi dal sonno stupendo.
Sapete, quello che mi fa stare bene ora è la diffrenza con il sogno di mesi fa... quello dove lui veniva da me e diceva "Ti amo, io e te per sempre". Prima era lui che rassicurava me, il mio cuore, i miei dubbi sui sentimenti con quella semplice frase; nel sogno di stanotte i ruoli sembravano invertiti, io quello con le certezze, lui quello da confortare.
Qualcosa sta cambiando in me, non saprei dirvi cosa o spiegarvelo, ma sta cambiando, anche nel fisico lo sento.
Il mio ultimo regalo, riferito a quell'ultimo bacio nell'ultimo istante tra me e lui con Roma che ci fa da cornice...

... lo Zephiro sta tornando a soffiare.
martedì 30 settembre 2008
Nel mentre... c'è tutto un mondo.
Il tempo passa, ho trovato un lavoro (anche se solo per cinque mesi), ho conosciuto gente nuova, nuovi amici a cui mi sto affezionando, sento persone che erano vicine lontane, mia sorella si è trasferita a Ponza e forse la vedrò a Natale, sono senza barba e tra qualche giorno anche i capelli verranno tagliati, dicono che sto meglio così, ho saputo di avere due spasimanti dal reparto bambino, c'è una pesona che lavora nel negozio di fronte che mi piace assai e ha il nome più bello del mondo, oggi non sopporto mio padre e non è una novità, ho pranzato fuori offrendo il pranzo ad una collega, lei mi ha offerto il caffè, stare a casa mi sta stando stretto, la macchina non frena bene anche se il meccanico afferma il contrario, ho spostato ben 16 tavoli pesantissimi sudando come un maiale, ho mangiato un pasticcio buonissimo, adoro l'erba cipollina, i miei genitori tornano a Roma per quattro giorni, il mio gatto ha un occhio gonfio, la Laky è una puzzona ma di tanto amore, voglia di gelato, aggiorno il blog e ho un vasetto di cioccolata da spalmare in macchina.
Alcune cose son cambiate.... altre non cambiano mai.
Ho pensato a lui anche oggi, come mi capita ogni giorno in ogni istante da mesi ormai, ma tra i mille pensieri si è sviluppata una consapevolezza fondamentale: rivivendo i momenti vissuti assieme, i miei comportamenti, le mie parole, il mio agire, ho capito che non ero pronto.
Non ero pronto ad una relazione seria. Lui forse lo aveva capito molto prima di me.
L'ho amato come nessuno prima, lo amo ancora, so quello che ho provato anche se c'è chi dubita di questo, ma credo che le cose dovevano andare così, le scelte fatte sono state quelle giuste: porterenno lui a cercare qualcuno che sia pronto e riesca a fargli battere quel cuore che crede spento, e me a crescere in questa vita dove l'amore resta ancora la più grande incognita.
Sono mesi che non si fa sentire evitando le chiamate, le mail e i messaggi (sottolineo che l'ho cercato solo per due giorni, ed il tormento non c'è stato) e anche questo rientra nel corretto andare delle cose. Ha di fronte a sé la laurea, e se per soli due esami era totalmente preso e assente, credo che questo sia un valido motivo. Buena suerte papito!
Chissà se si farà sentire prima o poi, ha promesso di non sparire dalla mia vita... beh, aspetterò. Come dice lui "è sempre la penultima volta".
A volte mi capita di pensare a come reagirei, ora sono concentrato sul lavoro e nonostante il pensiero fisso della sua persona, riesco ancora a sorridere, ma se telefonasse? se ci fosse l'occasione di vederlo? Vi confesso che mi dà timore. Diciamo che parte di me non vorrebbe che accadesse, l'altra non aspetta altro.
Provo ripetutamente a dirgli addio ma la mia mente è così brava a trovare motivi per non farlo, cerco di metterci la parole FINE ma appare sempre TO BE CONTINUED... che debolezza!
La mia parte razionale sa che lui è un capitolo chiuso, ma l'irrazionale rappresentato dal cuore vorrebbe il secondo capitolo e ci spera, spera ardentemente a costo di aspettare anni.
Forse non sarei pronto ancora, forse si, in effetti alcune cose le ho capite, forse stiamo viaggiando in direzioni opposte ormai, è tutto un forse... ma una cosa certa c'è, ogni storia ha la sua fine, ma nella vita la fine è solo un altro inizio e se deve essere sarà. Nel mentre... c'è tutto un mondo.
Alcune cose son cambiate.... altre non cambiano mai.
Ho pensato a lui anche oggi, come mi capita ogni giorno in ogni istante da mesi ormai, ma tra i mille pensieri si è sviluppata una consapevolezza fondamentale: rivivendo i momenti vissuti assieme, i miei comportamenti, le mie parole, il mio agire, ho capito che non ero pronto.
Non ero pronto ad una relazione seria. Lui forse lo aveva capito molto prima di me.
L'ho amato come nessuno prima, lo amo ancora, so quello che ho provato anche se c'è chi dubita di questo, ma credo che le cose dovevano andare così, le scelte fatte sono state quelle giuste: porterenno lui a cercare qualcuno che sia pronto e riesca a fargli battere quel cuore che crede spento, e me a crescere in questa vita dove l'amore resta ancora la più grande incognita.
Sono mesi che non si fa sentire evitando le chiamate, le mail e i messaggi (sottolineo che l'ho cercato solo per due giorni, ed il tormento non c'è stato) e anche questo rientra nel corretto andare delle cose. Ha di fronte a sé la laurea, e se per soli due esami era totalmente preso e assente, credo che questo sia un valido motivo. Buena suerte papito!
Chissà se si farà sentire prima o poi, ha promesso di non sparire dalla mia vita... beh, aspetterò. Come dice lui "è sempre la penultima volta".
A volte mi capita di pensare a come reagirei, ora sono concentrato sul lavoro e nonostante il pensiero fisso della sua persona, riesco ancora a sorridere, ma se telefonasse? se ci fosse l'occasione di vederlo? Vi confesso che mi dà timore. Diciamo che parte di me non vorrebbe che accadesse, l'altra non aspetta altro.
Provo ripetutamente a dirgli addio ma la mia mente è così brava a trovare motivi per non farlo, cerco di metterci la parole FINE ma appare sempre TO BE CONTINUED... che debolezza!
La mia parte razionale sa che lui è un capitolo chiuso, ma l'irrazionale rappresentato dal cuore vorrebbe il secondo capitolo e ci spera, spera ardentemente a costo di aspettare anni.
Forse non sarei pronto ancora, forse si, in effetti alcune cose le ho capite, forse stiamo viaggiando in direzioni opposte ormai, è tutto un forse... ma una cosa certa c'è, ogni storia ha la sua fine, ma nella vita la fine è solo un altro inizio e se deve essere sarà. Nel mentre... c'è tutto un mondo.
sabato 2 agosto 2008
Fanculo!
Ne è passato di tempo.... sembravamo ancora una volta una coppia le ultime settimane trascorse assieme: lui a studiare, io ad aiutarlo. Baci, abbracci e ogni cosa assieme.
Sapendo che non eravamo altro che amici.
Poi, il mio ritorno a casa, un saluto forte, con un bacio sulle labbra in piena stazione Termini, con tutta la gente attorno... chi se ne frega!!!
Da quando sono tornato, senza essere riuscito a farlo innamorare quel tanto che bastava per fargli superare le diffidenze di fondo, è stata durissima.
Oggi... 2 agosto, l'ennesima crisi.
E' iniziata la mattina con i pensieri du lui che parte per tornare a casa e non si fa sentire per salutarmi. Poi la mente vagava da sola, accavallando ricordi, speranze, dolori e paure di una relazione che sembra farmi morire.
Forte come non l'avevo prevista, mi ha travolto, le lacrime sono state il meno, perchè chi mi avesse visto in quei momenti si sarebbe trovato di fronte a un corpo che si contorceva, soffocando le urla e implorando quel Dio che evita di farsi presente.
Male, malissimo, un pessimo esempio di me.
Mi ero scoperto forte nei mesi precedenti, capace di abbattere montagne, ma ora, ora mi riscopro debolissimo: incapace di reagire, inerme, sopraffatto dalle negatività.
"Un cuore grande" mi disse, forse, ma troppo fragile per resistere a questo.
Tempo fai il tuo dovere, fammi dimenticare, fammi superare, fammi essere un ricordo, lo necessito ma non metterci molto!
Non voglio provarlo più, non lo voglio questo Amore che solo mi lacera, per nessuno, non lo darò più e non lo vorrò più da chiunque sia.
Niente fidanzati, niente amici, niente famiglia.
Rapporti freddi, che non mi coinvolgano, che mi isolino.
La via più facile? Certo. Come ho già detto: sono un debole.
Come gli incubi che si avevano da bambini, non credo riuscirò a cancellare il sogno di lui che viene da me e dice:"Ti amo, per sempre tu ed io!"
Quante volte l'ho immaginato, quanti bruschi risvegli.
Beh sarà questo sogno a ricordarmi ogni santo giorno che quella fiamma deve essere coperta con la sua stessa cenere.
Stanco, senza aver dormito, senza aver mangiato, forse privo di obbiettività: mando a fanculo il mondo.
Non c'è nessun colpevole, solo io che non capisco molte cose della vita dando testate a destra e a manca per sopravvivere.
Sapendo che non eravamo altro che amici.
Poi, il mio ritorno a casa, un saluto forte, con un bacio sulle labbra in piena stazione Termini, con tutta la gente attorno... chi se ne frega!!!
Da quando sono tornato, senza essere riuscito a farlo innamorare quel tanto che bastava per fargli superare le diffidenze di fondo, è stata durissima.
Oggi... 2 agosto, l'ennesima crisi.
E' iniziata la mattina con i pensieri du lui che parte per tornare a casa e non si fa sentire per salutarmi. Poi la mente vagava da sola, accavallando ricordi, speranze, dolori e paure di una relazione che sembra farmi morire.
Forte come non l'avevo prevista, mi ha travolto, le lacrime sono state il meno, perchè chi mi avesse visto in quei momenti si sarebbe trovato di fronte a un corpo che si contorceva, soffocando le urla e implorando quel Dio che evita di farsi presente.
Male, malissimo, un pessimo esempio di me.
Mi ero scoperto forte nei mesi precedenti, capace di abbattere montagne, ma ora, ora mi riscopro debolissimo: incapace di reagire, inerme, sopraffatto dalle negatività.
"Un cuore grande" mi disse, forse, ma troppo fragile per resistere a questo.
Tempo fai il tuo dovere, fammi dimenticare, fammi superare, fammi essere un ricordo, lo necessito ma non metterci molto!
Non voglio provarlo più, non lo voglio questo Amore che solo mi lacera, per nessuno, non lo darò più e non lo vorrò più da chiunque sia.
Niente fidanzati, niente amici, niente famiglia.
Rapporti freddi, che non mi coinvolgano, che mi isolino.
La via più facile? Certo. Come ho già detto: sono un debole.
Come gli incubi che si avevano da bambini, non credo riuscirò a cancellare il sogno di lui che viene da me e dice:"Ti amo, per sempre tu ed io!"
Quante volte l'ho immaginato, quanti bruschi risvegli.
Beh sarà questo sogno a ricordarmi ogni santo giorno che quella fiamma deve essere coperta con la sua stessa cenere.
Stanco, senza aver dormito, senza aver mangiato, forse privo di obbiettività: mando a fanculo il mondo.
Non c'è nessun colpevole, solo io che non capisco molte cose della vita dando testate a destra e a manca per sopravvivere.
domenica 8 giugno 2008
Un cuore che non batte
La riconquista della persona che amo è terminata, il risultato? beh... ora ve lo spiego.
Sembravamo una coppia di nuovo, nulla di ufficiale certo ma lo sembravamo, nelle piccole cose, nella quotidianità, etc.
Poi la discoteca... lui ubriaco che bacia una altro ragazzo, non lo stesso dell'altra volta, davanti a me, poi si siedono vicino a me sempre a labbra unite.... io non ho retto, son andato via e in un angolo della disco ho pianto di nuovo. Per un bel po' mi è sembrato che il mio cuore non battesse.
Il ritorno in macchina è stato micidiale, non potevo guardarlo negli occhi, trattenevo le lacrime a stento. Arrivato a casa tutti a dormire senza la buonanotte, tutti tranne me che mi sono rifugiato sulla terrazza a piangere chiedendomi il perchè, di nuovo, a me.
Non serve dire che la notte non ho chiuso occhio, aspettando la mattina per potergli parlare...
Oggi... dopo aver evitato un po' sono andato da lui, il bisogno era grande, e ho chiesto:
"Perchè? Perchè davanti a me?"
La risposta è stata scontata, la solita: "Non lo so"
Son dovuto uscire dalla stanza, ma poi son dovuto rientrare per abbracciarlo... ne avevo bisogno.
Ho detto solo: "Anche se non stiamo assieme, fa male"
Lui è stato semplicemente sincero: "Lo so."
Poi gli ho posto una semplice domanda: "Io dove sono nella tua vita ora?"
Lui: "Sei importante ma non provo quello che tu vorresti."
Semplice, sincero, finalmente...
Piangeva, perchè mi ha fatto male, si è preoccupato di me. Io lo amo ancora.
Cosa succede ora?
Siamo uno di fronte all'altro, ognuno al proprio pc, restiamo ciò che siamo.
Io gli auguro che prima o poi trovi la persona giusta che lo rifaccia credere in questo strano sentimento chiamato "Amore", io non ci sono riuscito, ma forse un giorno chissà.
Mi ha colpito il suo dire che il suo cuore non batte più, che oramai aveva finito di crescere, che non era più capace... mi ha colpito che lo dicesse piangendo. La stessa cosa l'ho provata io in discoteca.
Fa male, cazzo se fa male, ma non mi mostrerò debole, non mi mostrerò ferito, lui ha cose importanti da portare a termine, non ha bisogno di un peso in più. Continuerò ad aiutarlo nel progetto, se lui vorrà, abbracciandolo di tanto in tanto per ricordarmi il suo calore, quello che consideravo mio prima.
A volte è solo questione di un cuore che ha dimenticato che può battere più forte.
Sembravamo una coppia di nuovo, nulla di ufficiale certo ma lo sembravamo, nelle piccole cose, nella quotidianità, etc.
Poi la discoteca... lui ubriaco che bacia una altro ragazzo, non lo stesso dell'altra volta, davanti a me, poi si siedono vicino a me sempre a labbra unite.... io non ho retto, son andato via e in un angolo della disco ho pianto di nuovo. Per un bel po' mi è sembrato che il mio cuore non battesse.
Il ritorno in macchina è stato micidiale, non potevo guardarlo negli occhi, trattenevo le lacrime a stento. Arrivato a casa tutti a dormire senza la buonanotte, tutti tranne me che mi sono rifugiato sulla terrazza a piangere chiedendomi il perchè, di nuovo, a me.
Non serve dire che la notte non ho chiuso occhio, aspettando la mattina per potergli parlare...
Oggi... dopo aver evitato un po' sono andato da lui, il bisogno era grande, e ho chiesto:
"Perchè? Perchè davanti a me?"
La risposta è stata scontata, la solita: "Non lo so"
Son dovuto uscire dalla stanza, ma poi son dovuto rientrare per abbracciarlo... ne avevo bisogno.
Ho detto solo: "Anche se non stiamo assieme, fa male"
Lui è stato semplicemente sincero: "Lo so."
Poi gli ho posto una semplice domanda: "Io dove sono nella tua vita ora?"
Lui: "Sei importante ma non provo quello che tu vorresti."
Semplice, sincero, finalmente...
Piangeva, perchè mi ha fatto male, si è preoccupato di me. Io lo amo ancora.
Cosa succede ora?
Siamo uno di fronte all'altro, ognuno al proprio pc, restiamo ciò che siamo.
Io gli auguro che prima o poi trovi la persona giusta che lo rifaccia credere in questo strano sentimento chiamato "Amore", io non ci sono riuscito, ma forse un giorno chissà.
Mi ha colpito il suo dire che il suo cuore non batte più, che oramai aveva finito di crescere, che non era più capace... mi ha colpito che lo dicesse piangendo. La stessa cosa l'ho provata io in discoteca.
Fa male, cazzo se fa male, ma non mi mostrerò debole, non mi mostrerò ferito, lui ha cose importanti da portare a termine, non ha bisogno di un peso in più. Continuerò ad aiutarlo nel progetto, se lui vorrà, abbracciandolo di tanto in tanto per ricordarmi il suo calore, quello che consideravo mio prima.
A volte è solo questione di un cuore che ha dimenticato che può battere più forte.
martedì 20 maggio 2008
Coraggio.
Ho paura.
Qualsiasi sia la sua risposta, io ho paura.
Ho chiesto molto a me stesso in questi ultimi giorni e non mi sono tradito, anzi sono rimasto stupito da quanto io possa osare e arrivare dove voglio. Ma la mia strada non si ferma qui, devo chiedere ancora e ancora, arriva un altro "piccolo passetto capricorniano autocosciente" anche se sembra un'enormità. Ma se ho imparato una cosa ultimamente è che quello che sembra inaffrontabile in realtà non lo è: è tutto paura e amore in fondo.
Nonostante le intenzioni e le parole, io rimango sospeso per la fifa, senza nessun appiglio, cosa assai strana per me. Lo dico perchè è quello che sento, stamattina mi son svegliato tremando all'idea di comprare il biglietto del treno, era come concretizzare la cosa, affrontarla. Ma va bene così, la strada me la sto costruendo.
Roma mi attende per la seconda volta, la bella e romantica Roma che spero non mi deluderà. Sarà come avverare la prima monetina lanciata nella fontana di Trevi, la seconda si è già esaudita.
Devo sottolineare una cosa importantissima, ovvero coloro che mi stanno vicino, perchè ho fatto tanto io ma probabilmente lo avrei passato molto male senza di loro: i miei amici.
Giacomo per primo: fratello mio, o sorella mia come preferisci, ti devo molto, nonostante sei tra i due fuochi mi appoggi, mi consigli, mi aiuti e mi sproni e per questo: grazie.
Daniela: sorella mia, sembriamo come Will&Grace (in effetti hai gli stessi capelli assurdi) e come loro ci siamo aiutati, supportati ed è stato grande. Quando avevo bisogno tu sei venuta e so che ci sarai, per questo: grazie.
Francesco: fratello mio, pensavo di essere lontano da te e invece mi hai stupito, mai così vicino sei stato e mai così forte è stato il nostro rapporto. L'ho capito, ho capito come sono importante per te anche nelle piccole cose come il bere assieme un estaté. Per questo: grazie.
Francesca: sorella mia, splendi come non mai in questo periodo, sono rapito dalla tua persona ed è un piacere starti accanto. Mi fai stare bene e per questo: grazie.
Alex: sorella mia, lontana fisicamente ma con il cuore accanto al mio. Sempre a capire gli inevitabili parallelismi tra le vite di noi tutti: grazie.
Se non lo aveste capito, siete le mie colonne su cui spesso mi adagio quando devo riposare un po', perchè so che ci siete, mi sostenete, per questo: vi amo. E dire grazie a voi è solo una piccola cosa di quello che sento.
Erano giorni che avevo bisogno di scrivere queste frasi, nulla deve rimanere dentro.
E ora io, qualche frase rivolta a me:
Si tanton ti. Sai cosa vuoi forse per la prima volta nella tua vita, e allora vai... apri le ali, coraggio!"
Qualsiasi sia la sua risposta, io ho paura.
Ho chiesto molto a me stesso in questi ultimi giorni e non mi sono tradito, anzi sono rimasto stupito da quanto io possa osare e arrivare dove voglio. Ma la mia strada non si ferma qui, devo chiedere ancora e ancora, arriva un altro "piccolo passetto capricorniano autocosciente" anche se sembra un'enormità. Ma se ho imparato una cosa ultimamente è che quello che sembra inaffrontabile in realtà non lo è: è tutto paura e amore in fondo.
Nonostante le intenzioni e le parole, io rimango sospeso per la fifa, senza nessun appiglio, cosa assai strana per me. Lo dico perchè è quello che sento, stamattina mi son svegliato tremando all'idea di comprare il biglietto del treno, era come concretizzare la cosa, affrontarla. Ma va bene così, la strada me la sto costruendo.
Roma mi attende per la seconda volta, la bella e romantica Roma che spero non mi deluderà. Sarà come avverare la prima monetina lanciata nella fontana di Trevi, la seconda si è già esaudita.
Devo sottolineare una cosa importantissima, ovvero coloro che mi stanno vicino, perchè ho fatto tanto io ma probabilmente lo avrei passato molto male senza di loro: i miei amici.
Giacomo per primo: fratello mio, o sorella mia come preferisci, ti devo molto, nonostante sei tra i due fuochi mi appoggi, mi consigli, mi aiuti e mi sproni e per questo: grazie.
Daniela: sorella mia, sembriamo come Will&Grace (in effetti hai gli stessi capelli assurdi) e come loro ci siamo aiutati, supportati ed è stato grande. Quando avevo bisogno tu sei venuta e so che ci sarai, per questo: grazie.
Francesco: fratello mio, pensavo di essere lontano da te e invece mi hai stupito, mai così vicino sei stato e mai così forte è stato il nostro rapporto. L'ho capito, ho capito come sono importante per te anche nelle piccole cose come il bere assieme un estaté. Per questo: grazie.
Francesca: sorella mia, splendi come non mai in questo periodo, sono rapito dalla tua persona ed è un piacere starti accanto. Mi fai stare bene e per questo: grazie.
Alex: sorella mia, lontana fisicamente ma con il cuore accanto al mio. Sempre a capire gli inevitabili parallelismi tra le vite di noi tutti: grazie.
Se non lo aveste capito, siete le mie colonne su cui spesso mi adagio quando devo riposare un po', perchè so che ci siete, mi sostenete, per questo: vi amo. E dire grazie a voi è solo una piccola cosa di quello che sento.
Erano giorni che avevo bisogno di scrivere queste frasi, nulla deve rimanere dentro.
E ora io, qualche frase rivolta a me:
"Sei uno scemo! si, perchè hai perso tanto tempo invece di vivere, era così facile dire: grazie, ti amo, vi voglio bene... e tu lo hai evitato per anni, schivando la gioia che questo dà. Ma ognuno ha il suo tempo e ci sei arrivato anche tu, questo è l'impotante. E ora leggi quanto segue, perchè mai frase fu più appropriata:
Adesso è fatta! Vola oggi!
La tua zampa mai s'appoggi!
Vola oggi ed ogni dì...
Colibrì... tanton ti!
Si tanton ti. Sai cosa vuoi forse per la prima volta nella tua vita, e allora vai... apri le ali, coraggio!"
Me stesso.
lunedì 12 maggio 2008
Anche papà.
Incredibile dispendio di energie, tensione che non augurerei al peggior nemico, eppure... l'ho fatto tre volte oggi.
Preso il coraggio in mano, dopo mia madre ho affrontato mia sorella e l'esito è stato piacevolmente sorprendente. Nessun problema insomma sembrerebbe.
Il peggio è arrivato con il turno di mio padre.
Ho fatto lo stesso discorso ma lui ha travisato tutto, ha ascoltato solo quello che voleva. Diciamocelo, lui non è una cima anzi, ma alla fine il messaggio l'ha recepito: un figlio diverso.
Alla domanda: "sorpreso?" ha detto si.
Alla domanda: "deluso?" ha detto si, in una maniera un po' più volgare.
Le minacce sono giunte presto, "ti sparo o mi sparo io!", "spero che tu scherzi!", "io volevo una bionda non un (qui ha fatto il classico gesto)!"...etc etc... immaginavo la reazione, logica e inevitabile. Ma poi ha poseguito durante la giornata: "hai ucciso il padre e anche la madre!" chissà poi perchè parlava anche per lei, "è una pugnalata al cuore!"...etc etc.
Lui è così, non vede oltre il suo essere, a volte mi chiedo perchè non facciano santa mia madre visto che da parte di suo marito è tutto dannatamente scontato, una routine che fa domandare se l'amore esiste ancora qui: nessun viaggio insieme, mai a cena fuori, ma che è? boh!
Per lui esiste solo se stesso, infatti quello che ho passato io non gli è passato nemmeno per l'anticamera del cervello di domandarmelo. Tanto, se il figlio soffre...
Non mi accetterà mai, ma dovevo farlo, non voglio mentire in eterno, voglio offrire a colui che bramo semplicemente me stesso, e questo significa sincerità in ogni dove e quando.
Il magone è aumentato da quando ho aperto bocca, ma è un percorso che ho scelto di fare ora, evitarlo sarebbe stato solo temporeggiare.
E' come nel film C.R.A.Z.Y., di certo lui lo sa, è un film che adora come me.
Il casino in cui mi sono messo è enorme ma la strada è quella che sto costruendo, voglio arrivare là, davanti a lui e chiedere perchè, semplicemente perchè due persone fatte l'una per l'altra come noi devono finire così?
E voglio essere puramente io quando lo farò.
Il rischio è grosso, lo sento sulla pelle.. se dicesse no? chissà?
Io non posso tornare indietro ora, non posso.
Per fortuna è passata un'amica, un'altra sorella per me, che mi ha fatto sfogare, ho detto tutto, raschiato il fondo del barile dei miei pensieri e segreti, mi ha fatto stare bene e per questo ringrazio.
Lei, come altri, capisce.
Forse un giorno... anche papà capirà.
Preso il coraggio in mano, dopo mia madre ho affrontato mia sorella e l'esito è stato piacevolmente sorprendente. Nessun problema insomma sembrerebbe.
Il peggio è arrivato con il turno di mio padre.
Ho fatto lo stesso discorso ma lui ha travisato tutto, ha ascoltato solo quello che voleva. Diciamocelo, lui non è una cima anzi, ma alla fine il messaggio l'ha recepito: un figlio diverso.
Alla domanda: "sorpreso?" ha detto si.
Alla domanda: "deluso?" ha detto si, in una maniera un po' più volgare.
Le minacce sono giunte presto, "ti sparo o mi sparo io!", "spero che tu scherzi!", "io volevo una bionda non un (qui ha fatto il classico gesto)!"...etc etc... immaginavo la reazione, logica e inevitabile. Ma poi ha poseguito durante la giornata: "hai ucciso il padre e anche la madre!" chissà poi perchè parlava anche per lei, "è una pugnalata al cuore!"...etc etc.
Lui è così, non vede oltre il suo essere, a volte mi chiedo perchè non facciano santa mia madre visto che da parte di suo marito è tutto dannatamente scontato, una routine che fa domandare se l'amore esiste ancora qui: nessun viaggio insieme, mai a cena fuori, ma che è? boh!
Per lui esiste solo se stesso, infatti quello che ho passato io non gli è passato nemmeno per l'anticamera del cervello di domandarmelo. Tanto, se il figlio soffre...
Non mi accetterà mai, ma dovevo farlo, non voglio mentire in eterno, voglio offrire a colui che bramo semplicemente me stesso, e questo significa sincerità in ogni dove e quando.
Il magone è aumentato da quando ho aperto bocca, ma è un percorso che ho scelto di fare ora, evitarlo sarebbe stato solo temporeggiare.
E' come nel film C.R.A.Z.Y., di certo lui lo sa, è un film che adora come me.
Il casino in cui mi sono messo è enorme ma la strada è quella che sto costruendo, voglio arrivare là, davanti a lui e chiedere perchè, semplicemente perchè due persone fatte l'una per l'altra come noi devono finire così?
E voglio essere puramente io quando lo farò.
Il rischio è grosso, lo sento sulla pelle.. se dicesse no? chissà?
Io non posso tornare indietro ora, non posso.
Per fortuna è passata un'amica, un'altra sorella per me, che mi ha fatto sfogare, ho detto tutto, raschiato il fondo del barile dei miei pensieri e segreti, mi ha fatto stare bene e per questo ringrazio.
Lei, come altri, capisce.
Forse un giorno... anche papà capirà.
Mamma lo sa!
Ho 25 anni ed era ora di sputare il rospo.
Roma probabilmente mi attende ed esige giustificazioni, null'altro se non la verità.
Un'altra notte insonne, diciamo pure che sono stato tra le braccia di Morfeo solo qualche ora...
Sono sceso presto a godermi il sole del mattino, quell'aria dell'alba che da troppo tempo non assaporavo, guardando il mio riflesso su una vetrata e dicendomi: "forza, hai deciso e così dev'essere".
Mia madre e scesa e i dialoghi sono stati pressocchè questi:
Mamma: "come mai già sveglio?"
Io: "non riuscivo a dormire."
Mamma: "come mai?"
Io: "Eh! è lunga da spiegare ma ho tre cose da dirti. 1: devo tornare a Roma perchè là c'è una persona che mi interessa. 2: non è una lei ma è un lui. 3: in caso le cose volgessero al meglio c'è la possibilità che vada a stare in Spagna."
Mamma: "..."
Io: "Sorpresa?"
Mamma: "Un piccola sorpresa si!"
Io: "Delusa?"
Mamma: "No, delusa no, la vita è così."
E' stato un gran gesto, ma mamma non manifesta molto le cose e spero che non ne soffra di questo, nè ho già sofferto io abbastanza. Però mi sento meglio ora. Lei sa tutto di me e di lui, cosa c'è stato tra noi.
Poi ho detto: "Mamma? vuoi vedere le foto di Roma?"
Mamma: "Si"
Le abbiamo viste insieme, e abbiamo ascoltato la canzone che io reputo mia e di lui, e lei ha detto che era bella.
Non so cosa pensi veramente mia madre ma spero mi capisca.
Ora un altro passo durissimo sarà affrontare mio padre e mia sorella.
Sto muovendo montagne per lui, ma forse l'essenziale, che è sempre invisibile agli occhi, è che lo faccio per me.
Intanto mamma lo sa!
Roma probabilmente mi attende ed esige giustificazioni, null'altro se non la verità.
Un'altra notte insonne, diciamo pure che sono stato tra le braccia di Morfeo solo qualche ora...
Sono sceso presto a godermi il sole del mattino, quell'aria dell'alba che da troppo tempo non assaporavo, guardando il mio riflesso su una vetrata e dicendomi: "forza, hai deciso e così dev'essere".
Mia madre e scesa e i dialoghi sono stati pressocchè questi:
Mamma: "come mai già sveglio?"
Io: "non riuscivo a dormire."
Mamma: "come mai?"
Io: "Eh! è lunga da spiegare ma ho tre cose da dirti. 1: devo tornare a Roma perchè là c'è una persona che mi interessa. 2: non è una lei ma è un lui. 3: in caso le cose volgessero al meglio c'è la possibilità che vada a stare in Spagna."
Mamma: "..."
Io: "Sorpresa?"
Mamma: "Un piccola sorpresa si!"
Io: "Delusa?"
Mamma: "No, delusa no, la vita è così."
E' stato un gran gesto, ma mamma non manifesta molto le cose e spero che non ne soffra di questo, nè ho già sofferto io abbastanza. Però mi sento meglio ora. Lei sa tutto di me e di lui, cosa c'è stato tra noi.
Poi ho detto: "Mamma? vuoi vedere le foto di Roma?"
Mamma: "Si"
Le abbiamo viste insieme, e abbiamo ascoltato la canzone che io reputo mia e di lui, e lei ha detto che era bella.
Non so cosa pensi veramente mia madre ma spero mi capisca.
Ora un altro passo durissimo sarà affrontare mio padre e mia sorella.
Sto muovendo montagne per lui, ma forse l'essenziale, che è sempre invisibile agli occhi, è che lo faccio per me.
Intanto mamma lo sa!
domenica 11 maggio 2008
Sorridere al mondo

Ho passato due giorni d'inferno, le fiamme le ho sentite davvero.
La notte dopo la brutta notizia non ho chiuso occhio, il mio fisico ne risentiva, ero soggetto ad un alternarsi di brividi di freddo cadaverico con attimi in cui il ventre, zona dove le mie emozioni hanno maggior ripercussione, prendeva letteralmente fuoco.
Il cuore sembrava stretto in una mano colma di oggetti appuntiti.
Tutto il tempo passato al buio a letto con gli occhi sbarrati, sentivo in testa le canzoni che han fatto la colonna sonore della mia storia... ogni parola, ogni frase, riecheggiavano più forti non appena cercavo di sviare la mente.
Mangiare poi non se ne parlava.
Sono uscito ugualmente a fare i lavori che mi ero ripromesso di fare: pulire il giardino della vicina, aiutare un amico a spostare una serra, esercitarmi con il tamburino e andare a suonare in un bar. Ho messo tutto me stesso nel darmi un contegno, nel trattenere il pianto, nel non pensare. Una fatica immane... ma ogni istante in cui ero solo, quando nessuno mi vedeva, i miei occhi cedevano.
Andare a suonare la sera, cosa che stavo per disdire, è stato un toccasana, mi sono sentito un po' meglio, ho conosciuto gente nuova molto interessante... anche, ironia del destino, il ragazzo sul quale avevo puntato lo sguardo mesi fa ma che non sono mai riuscito a incontrare.
La notte scorsa, complice la stanchezza, il non aver dormito e non aver mangiato, sono riuscito a dormire 4 ore. Non molte in verità ma al momento bastano.
Venendo al dunque: stamattina ho scritto su un foglio quello che non ho mai detto a lui, quello che sentivo dovergli dire e poi, mi è bastato un momento, ho preso il telefono, sono uscito a camminare al sole e l'ho chiamato.
Suonava libero ed ha risposto.
Gli ho chiesto 2 minuti di tempo per leggergli una cosa e me li ha concessi, e poi... ho semplicemento letto.
Era felice di sentirmi e ora sono sicuro che mi vuol bene. No, non siamo più una coppia, ma lui in un modo o nell'altro resterà nella mia vita ed è questo che conta.
Quello che ho avuto il coraggio di dirgli è importante, soprattutto per me. Ho in un certo senso preso le redini del mio cuore e mi sono esposto alla vita più che potevo, ho detto parole che pensavo mai avrei pronunciato, insomma... sono fiero di me.
Un po' è come se fossi cresciuto.
Cos'ho scritto?
Questo:
Si che è una scelta, tu eri preoccupato per quando torni alla tua isola, ma io ti avrei seguito anche là.
Se me lo avessi chiesto, probabilmente avrei accettato quel vestito bianco. Ti ricordi? Io in bianco e tu in nero, con un elefante e una giraffa in giardino.
Ma se così non può essere, devo chiederti un'ultima cosa: non abbandonare il mio mondo, non uscire dalla mia vita, resta anche solo come amico e me lo farò bastare.
Certe cose non cambiano: ti amo.
Y ahora vuelvo a mirar el mundo a mi favor, vuelvo a ver brillar la luz del sol. Questo è ciò che penso.
Fa male ancora, non passerà in fretta... ma se su cento ferite mi si chiude una è già qualcosa.
In uno stato intermedio tra dolore ed euforia non posso far altro che sorridere al mondo, ora.
venerdì 9 maggio 2008
Ho pianto.
La telefonata di ieri sera mi aveva lasciato una brutta sensazione, la sua voce. il suo silenzio.
L'anima mia percepiva che qualcosa non andava.
Oggi, la mazzata.
Ho parlato con un amico, un fratello per me, che condivide la stanza con lui... ed ecco che anche lui tenta di dosare le parole: strano. Ma dopo la mia richiesta di smettere di nascondere le cose e di parlare apertamente, l'ha fatto.
Il ragazzo perfetto per me... forse risente del fatto che tra due mesi torna in Spagna, non vuole coinvolgersi troppo nonostante mi chiami il suo elfo perfetto, un elfo tanto giusto quanto sbagliato il paese in cui vive.
Cerca di allontanarmi forse.
Ma non basta, lui che ha dei validi ideali in fatto di relazione, ha ceduto... sarà stato l'alcool che aveva bevuto ma ha baciato un'altra persona, e poi l'ha rivista ieri... ed il mio cuore si devasta nello scrivere.
Non mi ha detto nulla... solo silenzi... ed il mio tremare.
A me non importa cos'ha fatto... voglio solo parlare con lui, sapere se per noi lui vede qualcosa, se per noi lui vuole qualcosa, se... insomma solo domande.
"Te voy queriendo cada dìa un poco mas"... questo gli ho scritto pochi giorni fa, ma ora capisco perchè non ci è stata risposta.
Io credo di essermi inamorato, perchè solo un innamorato guarda per ore la foto di noi due sull'isola Tiberina, abbracciati. Solo un innamorato ascolata spesso la canzone che considera nostra. Solo un innamorato aspetta trepitante ogni giorno un suo segno.
Io non voglio perderlo. L'ho detto al mio amico, lo ribadisco a me stesso.
So che sono nel suo cuore, lo so per certo.
Allora perchè frena, la distanza si può superare no?
Intanto tutta questa situazione pesa, pesa tanto.
Fa male più di quanto avessi potuto pensare.
E io...
...ho pianto.
L'anima mia percepiva che qualcosa non andava.
Oggi, la mazzata.
Ho parlato con un amico, un fratello per me, che condivide la stanza con lui... ed ecco che anche lui tenta di dosare le parole: strano. Ma dopo la mia richiesta di smettere di nascondere le cose e di parlare apertamente, l'ha fatto.
Il ragazzo perfetto per me... forse risente del fatto che tra due mesi torna in Spagna, non vuole coinvolgersi troppo nonostante mi chiami il suo elfo perfetto, un elfo tanto giusto quanto sbagliato il paese in cui vive.
Cerca di allontanarmi forse.
Ma non basta, lui che ha dei validi ideali in fatto di relazione, ha ceduto... sarà stato l'alcool che aveva bevuto ma ha baciato un'altra persona, e poi l'ha rivista ieri... ed il mio cuore si devasta nello scrivere.
Non mi ha detto nulla... solo silenzi... ed il mio tremare.
A me non importa cos'ha fatto... voglio solo parlare con lui, sapere se per noi lui vede qualcosa, se per noi lui vuole qualcosa, se... insomma solo domande.
"Te voy queriendo cada dìa un poco mas"... questo gli ho scritto pochi giorni fa, ma ora capisco perchè non ci è stata risposta.
Io credo di essermi inamorato, perchè solo un innamorato guarda per ore la foto di noi due sull'isola Tiberina, abbracciati. Solo un innamorato ascolata spesso la canzone che considera nostra. Solo un innamorato aspetta trepitante ogni giorno un suo segno.
Io non voglio perderlo. L'ho detto al mio amico, lo ribadisco a me stesso.
So che sono nel suo cuore, lo so per certo.
Allora perchè frena, la distanza si può superare no?
Intanto tutta questa situazione pesa, pesa tanto.
Fa male più di quanto avessi potuto pensare.
E io...
...ho pianto.
lunedì 28 aprile 2008
A volte è come nei film
Lo è sul serio, un incontro che difficilmente sarebbe accaduto altrimenti: il pensiero di un amico, un breve viaggio, una decisione inaspettata e tre settimane per dare inizio a una storia.
Lui che mi porta per tutta Roma con un'attenzione mai ricevuta, lui che mi porta in posti magnifici, lui che si avvicina, il primo bacio, quella canzone che ci accompagna tutte le sere, quelle frasi sussurrate all'orecchio, quelle braccia forti... tutto come nei film.
E se attorno a me tutte le coppie unite da anni si sgretolano al grido di "anno bisesto anno funesto", io inizio la mia piccola storia, con lui, controcorrente.
Io, disilluso dall'amore, dimenticato da cupido, miscredente nel destino... ancora non ci credo, ho trovato qualcuno che non si ferma al primo muro che trova, qualcuno che, al contrario, è interessato dal mio mondo, incuriosito dal mio mistero, affascinato da me.
Fa strano a dirlo ma: io sono sentimentalmente legato. io!
E poi, la mail prima di conoscermi, il sorriso che mi ha messo quando l'ho letta...
Al parco sotto la pioggia tenendoci per mano in modo che nessuno vedesse...
I baci furtivi anche laddove era meglio evitare...
La sua maglia che alla fine mi ha regalato...
Il suo mordermi e farmi solletico... grrr
L'itagnolo che parla...
Uno sguardo che dice tutto...
Quando mi ha portato alla fontana di Trevi, la sera senza turisti, mi ha messo in mano due monetine: una per tornare a Roma, una per trovare l'amore a Roma... non una coicidenza.
Ha detto che con me ha visto una Roma diversa, decisamente più bella. Io l'ho vista una volta sola fin'ora, ma spero resti sempre così.
Lui è spagnolo, ama i supplì, in casa è chiamato Marge perchè mantiene l'ordine e la pulizia, l'animale che gli è stato abbinato è la iena, e... troppe cose.
Io sono solo fortunato.
A volte è proprio come un film.
Lui che mi porta per tutta Roma con un'attenzione mai ricevuta, lui che mi porta in posti magnifici, lui che si avvicina, il primo bacio, quella canzone che ci accompagna tutte le sere, quelle frasi sussurrate all'orecchio, quelle braccia forti... tutto come nei film.
E se attorno a me tutte le coppie unite da anni si sgretolano al grido di "anno bisesto anno funesto", io inizio la mia piccola storia, con lui, controcorrente.
Io, disilluso dall'amore, dimenticato da cupido, miscredente nel destino... ancora non ci credo, ho trovato qualcuno che non si ferma al primo muro che trova, qualcuno che, al contrario, è interessato dal mio mondo, incuriosito dal mio mistero, affascinato da me.
Fa strano a dirlo ma: io sono sentimentalmente legato. io!
E poi, la mail prima di conoscermi, il sorriso che mi ha messo quando l'ho letta...
Al parco sotto la pioggia tenendoci per mano in modo che nessuno vedesse...
I baci furtivi anche laddove era meglio evitare...
La sua maglia che alla fine mi ha regalato...
Il suo mordermi e farmi solletico... grrr
L'itagnolo che parla...
Uno sguardo che dice tutto...
Quando mi ha portato alla fontana di Trevi, la sera senza turisti, mi ha messo in mano due monetine: una per tornare a Roma, una per trovare l'amore a Roma... non una coicidenza.
Ha detto che con me ha visto una Roma diversa, decisamente più bella. Io l'ho vista una volta sola fin'ora, ma spero resti sempre così.
Lui è spagnolo, ama i supplì, in casa è chiamato Marge perchè mantiene l'ordine e la pulizia, l'animale che gli è stato abbinato è la iena, e... troppe cose.
Io sono solo fortunato.
A volte è proprio come un film.
lunedì 25 febbraio 2008
No, non di nuovo
Non voglio che accada, eppure...
Un altro abbaglio che ferisce, un'attrazione senza lieto fine, un altro scontro contro il muro.
Prima...
Guardavo lui e morivo perchè quei lineamenti di volto non potevo averli più vicini di così, poi ho smesso con forza di guardare... aprendo gli occhi da un'altra parte, un altro orizzonte ed è spuntato un altro lui, ma subito ho chinato la testa, non poteva essere nulla ed era meglio intraprendere una via parallela.
Due incroci casuali poi ed ecco un terzo lui: una parola, un rapido scambio di sguardi e un destino avverso che non vuole oltrepassare il sogno. Bene, richiudo gli occhi.
Ma poi...
Sole, bianco e una sagoma. C'è nè un'altro.
A lungo l'ho esploravo con lo sguardo, se qualcuno mi avesse visto avrebbe notato subito il cuore nei miei occhi, per fortuna era buio, nessuno poteva vedere, nessuno saprà.
Quei capelli e la mia voglia di toccarli, quelle braccia e la mia voglia di accarezzarle, quella persona e la mia voglia di stringerla... questa stupida attrazione.
Non può portare a nulla, lo so a priori, se non problemi: grandi problemi.
Ma io come faccio? lui è lì, sempre! lo vedo e lo rivedrò senza dubbio ma senza poter dire una parola. Mi sono perso per ennesima volta tra le piaghe del dolore, abbagliato da una luce che non voglio vedere, fa male come al solito, è normale per me ma non mi sono ancora abituato. Fa male e basta.
Non volevo accadesse eppure è accaduto, combustibile di una fiamma che arde solo per provocarmi ferite.
Non volevo accedesse eppure... ora grido: "No! non di nuovo!"
Un altro abbaglio che ferisce, un'attrazione senza lieto fine, un altro scontro contro il muro.
Prima...
Guardavo lui e morivo perchè quei lineamenti di volto non potevo averli più vicini di così, poi ho smesso con forza di guardare... aprendo gli occhi da un'altra parte, un altro orizzonte ed è spuntato un altro lui, ma subito ho chinato la testa, non poteva essere nulla ed era meglio intraprendere una via parallela.
Due incroci casuali poi ed ecco un terzo lui: una parola, un rapido scambio di sguardi e un destino avverso che non vuole oltrepassare il sogno. Bene, richiudo gli occhi.
Ma poi...
Sole, bianco e una sagoma. C'è nè un'altro.
A lungo l'ho esploravo con lo sguardo, se qualcuno mi avesse visto avrebbe notato subito il cuore nei miei occhi, per fortuna era buio, nessuno poteva vedere, nessuno saprà.
Quei capelli e la mia voglia di toccarli, quelle braccia e la mia voglia di accarezzarle, quella persona e la mia voglia di stringerla... questa stupida attrazione.
Non può portare a nulla, lo so a priori, se non problemi: grandi problemi.
Ma io come faccio? lui è lì, sempre! lo vedo e lo rivedrò senza dubbio ma senza poter dire una parola. Mi sono perso per ennesima volta tra le piaghe del dolore, abbagliato da una luce che non voglio vedere, fa male come al solito, è normale per me ma non mi sono ancora abituato. Fa male e basta.
Non volevo accadesse eppure è accaduto, combustibile di una fiamma che arde solo per provocarmi ferite.
Non volevo accedesse eppure... ora grido: "No! non di nuovo!"
lunedì 4 febbraio 2008
Voglia di...
La fiamma arde ancora, alimentata da soffi di speranza che nascono dal profondo.
C'è un ritmo, una canzone che mi fa vibrare perchè tocca quella sorgente d'aria...
Non di meno hanno fatto attimi e avvicinamenti... ma quello che resta è l'amarezza, nonchè quella stupidissima fiamma che aspetta urlando al cielo: take me away!
C'è un ritmo, una canzone che mi fa vibrare perchè tocca quella sorgente d'aria...
"There's a place that I go,
but nobody knows.
Where the rivers flow,
and I call it home
And there's no lies.
In the darkness, there's light.
And nobody cries.
There's only butterflies.
Take me away: a secret place.
A sweet escape: take me away.
Take me away: to better days.
Take me away: a higher place."
Non di meno hanno fatto attimi e avvicinamenti... ma quello che resta è l'amarezza, nonchè quella stupidissima fiamma che aspetta urlando al cielo: take me away!
giovedì 31 gennaio 2008
E ora?
Domanda che mi tormenta... e ora? e ora che faccio? e ora che succede? mah!
Faccio tentattivi astratti per tracciare la mia rotta ma la conclusione è sempre questa: nebbia.
Sono capace solo d'invidiare, invidiare chi è partito e sta costruendo un qualcosa di nuovo, invidiare chi ha una naturalezza ammaliante nel suo sorriso, invidiare chi è perso nelle belle sensazioni, invidiare ciò che c'è tra lui e lei, invidiare il talento che non ho, invidiare le sue capacità, invidiare ... si, invidio voi che splendete, in fondo l'elefante che guarda la farfalla lo fa con le lacrime agli occhi.
In tanti mi avete detto che mi amate, parole che io non riesco nemmeno a pronunciare eppure vi voglio un bene dell'anima al punto da darvi tutto. A volte penso che devo solo imparare a dirlo, che difficile. Difficile perchè non ho idea di cosa significhi amare.
Imparare lo considero come un primo passo da fare per smuovermi da questo: e ora?
Devo cambiare qualcosa... qualcosa di grande.... qualcosa che mi scuota la vita.
Io ne ho bisogno!
Ma cosa?
Eh eh .. boh!
Ora ci penso.
Prima o poi lo faccio.
Spero presto.
Inizio ad amare?
Me stesso.
Importante.
Faccio tentattivi astratti per tracciare la mia rotta ma la conclusione è sempre questa: nebbia.
Sono capace solo d'invidiare, invidiare chi è partito e sta costruendo un qualcosa di nuovo, invidiare chi ha una naturalezza ammaliante nel suo sorriso, invidiare chi è perso nelle belle sensazioni, invidiare ciò che c'è tra lui e lei, invidiare il talento che non ho, invidiare le sue capacità, invidiare ... si, invidio voi che splendete, in fondo l'elefante che guarda la farfalla lo fa con le lacrime agli occhi.
In tanti mi avete detto che mi amate, parole che io non riesco nemmeno a pronunciare eppure vi voglio un bene dell'anima al punto da darvi tutto. A volte penso che devo solo imparare a dirlo, che difficile. Difficile perchè non ho idea di cosa significhi amare.
Imparare lo considero come un primo passo da fare per smuovermi da questo: e ora?
Devo cambiare qualcosa... qualcosa di grande.... qualcosa che mi scuota la vita.
Io ne ho bisogno!
Ma cosa?
Eh eh .. boh!
Ora ci penso.
Prima o poi lo faccio.
Spero presto.
Inizio ad amare?
Me stesso.
Importante.
