Profumi, note e sensazioni che accrescono quella fiamma che voglio spegnere.
Insensato tormento.
Si, insensato perchè non voluto e non capito, tormento perchè quella fiamma non ha ossigeno, e senza ossigeno non ci può essere fuoco. Eppure persiste.
Oh ma perchè? ma come fa? e muori!!
Il mio irrazionale pensa che questo agitato Zephiro possa ancora trovare il suo Giacinto, senza badare a ciò che è stato scritto, senza curarsi che forse non succederà, senza fare una piega.
Cara fiamma di speranza, mi rivolgo a te come se non fossi parte del mio essere, ricorda:
"E’ Zefiro il mio nome. Sono il vento dell’occidente ma non sono mite,
io spiro nel giardino d’Afrodite dove l’amor si sposa col tormento.
L’Anemone precoce e presto spento per me nel gelo gemma.
Quante vite dentro il giardin d’Amor furon rapite e trasformate in fiore in un momento!
AI! Che dolor Giacinto! Fui perverso, mentr’ei giocava col divino Apollo,
mutando col mio soffio il giusto verso, un disco gli deviai tra il capo e il collo.
Non una, mille volte mi son perso
perché mai di sospir sono satollo."
perché mai di sospir sono satollo."
