L'ironia del destino, che mai ha peccato nell'essere beffardo, porta con se aria di cambiamennto proprio nell'anniversario di uno dei momenti più cruciali della mia vita.
Un anno, tra alti e bassi, pianti e sorrisi ritrovati, 365 giorni nei quali mi sentivo...perso, ma che mi han permesso di trovare una direzione, scavarla nella roccia, a fatica a volte ma pur sempre una via, ed è con orgoglio che dico che è la mia strada.
Il non voler essere la colonna rotta appoggiata all'altra mi rimane come fine ultimo, ora inizio a stare in piedi, e un giorno potro costruire il mondo sopra me.
Un anno che, mi costringe ora a tirare le somme, prima del giro di boa, prima di lasciar andare per sempre il nido protettivo.
Partirò da ciò che più a lasciato solchi.
Avevo trovato l'amore e l'ho vissuto come meglio potevo, ma l'ho perso, ma ho imparato, molto, ad esempio che anche io posso amare e che può capitare pure a me. Ho capito che è bellissimo tenere ad una persona così tanto, ho capito che fa altrettanto male perderla o non sentirsi amato.
Ho sentito gli amici talmente vicini in certe occasioni che stringerli e gridargli forte vi amo non sarebbe bastato a fargli capire quanto bene gli voglio, li ho allontanati e loro mi han lasciato andare e a volte mi han ripreso, e ho imparato che ho bisogno dei miei spazi ma che a volte tiro troppo la corda, che ci son limiti.
La paura di essere abbandonato è un mio grande terrore, l'ho vissuto, l'ho sofferto, non lo vorrei mai più.
Ho trovato lavoro, lavorare aiuta a vivere in tutti i sensi: denaro, mente occupata, soddisfazioni. Stressa, disabilita e picchia con la medesima veemenza, eppure lo si fa. Dicono che sono bravo, io mi accontento di non fare casini, ma sorrido nel cuore se vengo apprezzato.
Ho pure l'automobile, e da bravo uomo disinteressato dei motori, so solo che è una 600 e nulla più. L'ho chiamata "el calabacin rojo"...e ho scoperto che non le dispiace affatto visto che non mi ha ancora lasciato a piedi, in fondo è una signora con i suoi anni.
Tra pochi giorni porterò le mie cose fuori da questa stanza, quattro mura che mi han visto cullare l'infanzia, mura colorate dove vi è impresso il mio essere, le mie emozioni, le mie fantasie e pensieri... niente che un colpo di pennello potrà cancellare. Ma io della mia stanza ne vado fiero.
Una nuova casa dunque, mia, la mia casa, mi agita dirlo ma è un subbuglio interno e profondo che da fuori nulla si scorge. La prova tangibile della boa da girare, via verso quella strada ovunque vada non importa, purchè ci sia. Passetti fatti con la testa, piccoli me decisi. Magari non sarà la meta tanto anelata ma è un inizio.
La colonna inizia a stare in piedi da sola ma non può farlo senza la base no?
Il coinquilino...che dire...neanche farlo a posta parla spagnolo, l'ho conosciuto e c'era sintonia. Una sensazione positiva che spero duri sempre.
Ho imparato a decidere, lasciare e prendere.
Ho conosciuto l'ammirazione, il disprezzo, l'amore e la sofferenza.
Ho rivisto persone e ho scordato altre.
Ho iniziato ad ascoltarmi, a dare attenzione hai segnali che il mio corpo mi manda, perchè è tutta una sensazione che si riflette sul fisico.
Ho molti dubbi e poche certezze, tante paure e coraggio da qualche parte.
Ho capito che non sono una persona divertente, alla mano e un festaiolo ma posso offrire sicurezza e fiducia, non è molto ma in questo mondo a volte servono.
La societa così com'è non mi piace, la politica non mi piace, il razzismo, l'omofobia, la violenze nemmeno. Ma ho inteso che per qualcuno sono solo reazioni istintive alla paura. Per altri...beh...il mondo è bello nella sua varietà.
Ho capito pure che non tutto è merda, che ci sono ancora cose che valgono la pena.
Che la speranza aiuta.
La fortuna anche.
Il tempo passa.
Un anno particolare, vivo, con le sue ferite ma proprio perchè fan male sai che è stato vivo.
Ho ancora molti desideri, tantissime paure, tempo chissà, speranza sempre.
venerdì 20 marzo 2009
giovedì 25 dicembre 2008
Natale 08
Natale era, è e sarà.
Era una festa che da bambino aspettavo con ansia, l'atmosfera tra le più speciali dell'anno, quella mezzanotte con la musica "Happy Xmas" di Lennon che s'accende, lo scambio caloroso di auguri, il dare e il ricevere non importava cosa, contava tutt'altro.
Il compleanno proprio quell'istante prima rendeva tutto ancora più importante. La trepitante attesa di quel pacco infiocchettato, il tuo giorno, tu e l'attenzione che il mondo dava a te prima del nuovo 25 dicembre, e la tua festa diventava mondiale, qualcosa per cui tutti gioiscono allo scoccare delle 00.00!
Oggi, il Natale mi è risultato a mala pena sopportabile, mancava la magia, la voglia.
Due cene con i parenti dove ho giusto scambiato quattro parole, niente risa, nessun divertimento, pura noia. Son scappato dagli amici per attraversare questo storico momento assieme a loro... nemmeno questo mi ha fatto sentire il calore di un tempo.
La mia testa urla: fuga! fuggi dal Natale!
Bello il Natale ma a me inizia a stare stretto... non vedo più ciò che lo rende una giornata importante, e questo mi porta a ripensare all'essere arido e vuoto. Essere capricorno è la scusa, sterile come la terra senz'acqua... la verità, è che essere terra mi pesa, mi pesa come un mondo intero addosso, e se manca l'acqua allora il risultato è l'inutilità.
Stanco nel profondo, devo sembrare una vera palla agli occhi altrui, mi spiace... forse ho perso la motivazione semmai ce né stata una.
Che bel regalo ho ricevuto, ho chiesto un'unica cosa, una sola... e invece mi ritrovo qui a scrivere dell'opposto.
Come l'elefante che guarda quella maledetta farfalla in una canzone che forse è nota ai più, ho voglia di nascondemi.
Il prossimo 25/12? Sarà un appuntamento per il quale spero non manchi la voglia di non perderlo.
Alla fine, Natale era, è e sempre sarà, con o senza me.
Ah dimenticavo... felice Natale.
Era una festa che da bambino aspettavo con ansia, l'atmosfera tra le più speciali dell'anno, quella mezzanotte con la musica "Happy Xmas" di Lennon che s'accende, lo scambio caloroso di auguri, il dare e il ricevere non importava cosa, contava tutt'altro.
Il compleanno proprio quell'istante prima rendeva tutto ancora più importante. La trepitante attesa di quel pacco infiocchettato, il tuo giorno, tu e l'attenzione che il mondo dava a te prima del nuovo 25 dicembre, e la tua festa diventava mondiale, qualcosa per cui tutti gioiscono allo scoccare delle 00.00!
Oggi, il Natale mi è risultato a mala pena sopportabile, mancava la magia, la voglia.
Due cene con i parenti dove ho giusto scambiato quattro parole, niente risa, nessun divertimento, pura noia. Son scappato dagli amici per attraversare questo storico momento assieme a loro... nemmeno questo mi ha fatto sentire il calore di un tempo.
La mia testa urla: fuga! fuggi dal Natale!
Bello il Natale ma a me inizia a stare stretto... non vedo più ciò che lo rende una giornata importante, e questo mi porta a ripensare all'essere arido e vuoto. Essere capricorno è la scusa, sterile come la terra senz'acqua... la verità, è che essere terra mi pesa, mi pesa come un mondo intero addosso, e se manca l'acqua allora il risultato è l'inutilità.
Stanco nel profondo, devo sembrare una vera palla agli occhi altrui, mi spiace... forse ho perso la motivazione semmai ce né stata una.
Che bel regalo ho ricevuto, ho chiesto un'unica cosa, una sola... e invece mi ritrovo qui a scrivere dell'opposto.
Come l'elefante che guarda quella maledetta farfalla in una canzone che forse è nota ai più, ho voglia di nascondemi.
Il prossimo 25/12? Sarà un appuntamento per il quale spero non manchi la voglia di non perderlo.
Alla fine, Natale era, è e sempre sarà, con o senza me.
Ah dimenticavo... felice Natale.
venerdì 5 dicembre 2008
domenica 2 novembre 2008
L'ultimo sogno
Stanotte, dopo la tenebrosa notte di Halloween che lui adora tanto, l'ho sognato.
Ho intitolato questo post "l'ultimo sogno" perchè non voglio farne altri. Non ho intenzione di nominarlo più nei futuri scritti.
Eravamo io e lui, in fila per entrare in una discoteca, soli, eccetto il buttafuori qualche metro in là, lui mi abbracciava dalle spalle, una bellissima stretta piena di calore. Tre ragazzi escono dalla porta principale per andarsene e noi intuiamo che sta per arrivare il momento di entrare, stanno parlando tutti al femminile e noi ci scherziamo sopra. Poi, lui si gira verso me con gli occhi lucidi e dice un "no"come solo lui sa dirlo, un no che presuppone un non voler accettare quello che sta per arrivare e io so che è perchè è la nostra ultima sera assieme.
"Perchè?" mi chiede, lasciando intendere che è riferito al fatto di due persone che si trovano, due fatti per stare uniti ma che devono dirsi addio.
La mia risposta: "Perché così quando ci rivedremo sarà ancora più bello." Poi, un semplice bacio a labbra serrate con il suo viso tra le mani, bello, dolce, proprio come me lo ricordavo.
Qualche lacrime gli sta per scendere ma lo guardo e lo trascino dentro al locale dicendo che è ora di ballare, divertirci, fino all'ultimo istante di noi due, per avere solo la possibilità di dire: c'è stato tutto, non abbiamo perso neanche un secondo del tempo concesso.
Poi il risveglio, con un sorriso che ultimamente avevo scordato. Un destarsi dal sonno stupendo.
Sapete, quello che mi fa stare bene ora è la diffrenza con il sogno di mesi fa... quello dove lui veniva da me e diceva "Ti amo, io e te per sempre". Prima era lui che rassicurava me, il mio cuore, i miei dubbi sui sentimenti con quella semplice frase; nel sogno di stanotte i ruoli sembravano invertiti, io quello con le certezze, lui quello da confortare.
Qualcosa sta cambiando in me, non saprei dirvi cosa o spiegarvelo, ma sta cambiando, anche nel fisico lo sento.
Il mio ultimo regalo, riferito a quell'ultimo bacio nell'ultimo istante tra me e lui con Roma che ci fa da cornice...

... lo Zephiro sta tornando a soffiare.
martedì 30 settembre 2008
Nel mentre... c'è tutto un mondo.
Il tempo passa, ho trovato un lavoro (anche se solo per cinque mesi), ho conosciuto gente nuova, nuovi amici a cui mi sto affezionando, sento persone che erano vicine lontane, mia sorella si è trasferita a Ponza e forse la vedrò a Natale, sono senza barba e tra qualche giorno anche i capelli verranno tagliati, dicono che sto meglio così, ho saputo di avere due spasimanti dal reparto bambino, c'è una pesona che lavora nel negozio di fronte che mi piace assai e ha il nome più bello del mondo, oggi non sopporto mio padre e non è una novità, ho pranzato fuori offrendo il pranzo ad una collega, lei mi ha offerto il caffè, stare a casa mi sta stando stretto, la macchina non frena bene anche se il meccanico afferma il contrario, ho spostato ben 16 tavoli pesantissimi sudando come un maiale, ho mangiato un pasticcio buonissimo, adoro l'erba cipollina, i miei genitori tornano a Roma per quattro giorni, il mio gatto ha un occhio gonfio, la Laky è una puzzona ma di tanto amore, voglia di gelato, aggiorno il blog e ho un vasetto di cioccolata da spalmare in macchina.
Alcune cose son cambiate.... altre non cambiano mai.
Ho pensato a lui anche oggi, come mi capita ogni giorno in ogni istante da mesi ormai, ma tra i mille pensieri si è sviluppata una consapevolezza fondamentale: rivivendo i momenti vissuti assieme, i miei comportamenti, le mie parole, il mio agire, ho capito che non ero pronto.
Non ero pronto ad una relazione seria. Lui forse lo aveva capito molto prima di me.
L'ho amato come nessuno prima, lo amo ancora, so quello che ho provato anche se c'è chi dubita di questo, ma credo che le cose dovevano andare così, le scelte fatte sono state quelle giuste: porterenno lui a cercare qualcuno che sia pronto e riesca a fargli battere quel cuore che crede spento, e me a crescere in questa vita dove l'amore resta ancora la più grande incognita.
Sono mesi che non si fa sentire evitando le chiamate, le mail e i messaggi (sottolineo che l'ho cercato solo per due giorni, ed il tormento non c'è stato) e anche questo rientra nel corretto andare delle cose. Ha di fronte a sé la laurea, e se per soli due esami era totalmente preso e assente, credo che questo sia un valido motivo. Buena suerte papito!
Chissà se si farà sentire prima o poi, ha promesso di non sparire dalla mia vita... beh, aspetterò. Come dice lui "è sempre la penultima volta".
A volte mi capita di pensare a come reagirei, ora sono concentrato sul lavoro e nonostante il pensiero fisso della sua persona, riesco ancora a sorridere, ma se telefonasse? se ci fosse l'occasione di vederlo? Vi confesso che mi dà timore. Diciamo che parte di me non vorrebbe che accadesse, l'altra non aspetta altro.
Provo ripetutamente a dirgli addio ma la mia mente è così brava a trovare motivi per non farlo, cerco di metterci la parole FINE ma appare sempre TO BE CONTINUED... che debolezza!
La mia parte razionale sa che lui è un capitolo chiuso, ma l'irrazionale rappresentato dal cuore vorrebbe il secondo capitolo e ci spera, spera ardentemente a costo di aspettare anni.
Forse non sarei pronto ancora, forse si, in effetti alcune cose le ho capite, forse stiamo viaggiando in direzioni opposte ormai, è tutto un forse... ma una cosa certa c'è, ogni storia ha la sua fine, ma nella vita la fine è solo un altro inizio e se deve essere sarà. Nel mentre... c'è tutto un mondo.
Alcune cose son cambiate.... altre non cambiano mai.
Ho pensato a lui anche oggi, come mi capita ogni giorno in ogni istante da mesi ormai, ma tra i mille pensieri si è sviluppata una consapevolezza fondamentale: rivivendo i momenti vissuti assieme, i miei comportamenti, le mie parole, il mio agire, ho capito che non ero pronto.
Non ero pronto ad una relazione seria. Lui forse lo aveva capito molto prima di me.
L'ho amato come nessuno prima, lo amo ancora, so quello che ho provato anche se c'è chi dubita di questo, ma credo che le cose dovevano andare così, le scelte fatte sono state quelle giuste: porterenno lui a cercare qualcuno che sia pronto e riesca a fargli battere quel cuore che crede spento, e me a crescere in questa vita dove l'amore resta ancora la più grande incognita.
Sono mesi che non si fa sentire evitando le chiamate, le mail e i messaggi (sottolineo che l'ho cercato solo per due giorni, ed il tormento non c'è stato) e anche questo rientra nel corretto andare delle cose. Ha di fronte a sé la laurea, e se per soli due esami era totalmente preso e assente, credo che questo sia un valido motivo. Buena suerte papito!
Chissà se si farà sentire prima o poi, ha promesso di non sparire dalla mia vita... beh, aspetterò. Come dice lui "è sempre la penultima volta".
A volte mi capita di pensare a come reagirei, ora sono concentrato sul lavoro e nonostante il pensiero fisso della sua persona, riesco ancora a sorridere, ma se telefonasse? se ci fosse l'occasione di vederlo? Vi confesso che mi dà timore. Diciamo che parte di me non vorrebbe che accadesse, l'altra non aspetta altro.
Provo ripetutamente a dirgli addio ma la mia mente è così brava a trovare motivi per non farlo, cerco di metterci la parole FINE ma appare sempre TO BE CONTINUED... che debolezza!
La mia parte razionale sa che lui è un capitolo chiuso, ma l'irrazionale rappresentato dal cuore vorrebbe il secondo capitolo e ci spera, spera ardentemente a costo di aspettare anni.
Forse non sarei pronto ancora, forse si, in effetti alcune cose le ho capite, forse stiamo viaggiando in direzioni opposte ormai, è tutto un forse... ma una cosa certa c'è, ogni storia ha la sua fine, ma nella vita la fine è solo un altro inizio e se deve essere sarà. Nel mentre... c'è tutto un mondo.
sabato 2 agosto 2008
Fanculo!
Ne è passato di tempo.... sembravamo ancora una volta una coppia le ultime settimane trascorse assieme: lui a studiare, io ad aiutarlo. Baci, abbracci e ogni cosa assieme.
Sapendo che non eravamo altro che amici.
Poi, il mio ritorno a casa, un saluto forte, con un bacio sulle labbra in piena stazione Termini, con tutta la gente attorno... chi se ne frega!!!
Da quando sono tornato, senza essere riuscito a farlo innamorare quel tanto che bastava per fargli superare le diffidenze di fondo, è stata durissima.
Oggi... 2 agosto, l'ennesima crisi.
E' iniziata la mattina con i pensieri du lui che parte per tornare a casa e non si fa sentire per salutarmi. Poi la mente vagava da sola, accavallando ricordi, speranze, dolori e paure di una relazione che sembra farmi morire.
Forte come non l'avevo prevista, mi ha travolto, le lacrime sono state il meno, perchè chi mi avesse visto in quei momenti si sarebbe trovato di fronte a un corpo che si contorceva, soffocando le urla e implorando quel Dio che evita di farsi presente.
Male, malissimo, un pessimo esempio di me.
Mi ero scoperto forte nei mesi precedenti, capace di abbattere montagne, ma ora, ora mi riscopro debolissimo: incapace di reagire, inerme, sopraffatto dalle negatività.
"Un cuore grande" mi disse, forse, ma troppo fragile per resistere a questo.
Tempo fai il tuo dovere, fammi dimenticare, fammi superare, fammi essere un ricordo, lo necessito ma non metterci molto!
Non voglio provarlo più, non lo voglio questo Amore che solo mi lacera, per nessuno, non lo darò più e non lo vorrò più da chiunque sia.
Niente fidanzati, niente amici, niente famiglia.
Rapporti freddi, che non mi coinvolgano, che mi isolino.
La via più facile? Certo. Come ho già detto: sono un debole.
Come gli incubi che si avevano da bambini, non credo riuscirò a cancellare il sogno di lui che viene da me e dice:"Ti amo, per sempre tu ed io!"
Quante volte l'ho immaginato, quanti bruschi risvegli.
Beh sarà questo sogno a ricordarmi ogni santo giorno che quella fiamma deve essere coperta con la sua stessa cenere.
Stanco, senza aver dormito, senza aver mangiato, forse privo di obbiettività: mando a fanculo il mondo.
Non c'è nessun colpevole, solo io che non capisco molte cose della vita dando testate a destra e a manca per sopravvivere.
Sapendo che non eravamo altro che amici.
Poi, il mio ritorno a casa, un saluto forte, con un bacio sulle labbra in piena stazione Termini, con tutta la gente attorno... chi se ne frega!!!
Da quando sono tornato, senza essere riuscito a farlo innamorare quel tanto che bastava per fargli superare le diffidenze di fondo, è stata durissima.
Oggi... 2 agosto, l'ennesima crisi.
E' iniziata la mattina con i pensieri du lui che parte per tornare a casa e non si fa sentire per salutarmi. Poi la mente vagava da sola, accavallando ricordi, speranze, dolori e paure di una relazione che sembra farmi morire.
Forte come non l'avevo prevista, mi ha travolto, le lacrime sono state il meno, perchè chi mi avesse visto in quei momenti si sarebbe trovato di fronte a un corpo che si contorceva, soffocando le urla e implorando quel Dio che evita di farsi presente.
Male, malissimo, un pessimo esempio di me.
Mi ero scoperto forte nei mesi precedenti, capace di abbattere montagne, ma ora, ora mi riscopro debolissimo: incapace di reagire, inerme, sopraffatto dalle negatività.
"Un cuore grande" mi disse, forse, ma troppo fragile per resistere a questo.
Tempo fai il tuo dovere, fammi dimenticare, fammi superare, fammi essere un ricordo, lo necessito ma non metterci molto!
Non voglio provarlo più, non lo voglio questo Amore che solo mi lacera, per nessuno, non lo darò più e non lo vorrò più da chiunque sia.
Niente fidanzati, niente amici, niente famiglia.
Rapporti freddi, che non mi coinvolgano, che mi isolino.
La via più facile? Certo. Come ho già detto: sono un debole.
Come gli incubi che si avevano da bambini, non credo riuscirò a cancellare il sogno di lui che viene da me e dice:"Ti amo, per sempre tu ed io!"
Quante volte l'ho immaginato, quanti bruschi risvegli.
Beh sarà questo sogno a ricordarmi ogni santo giorno che quella fiamma deve essere coperta con la sua stessa cenere.
Stanco, senza aver dormito, senza aver mangiato, forse privo di obbiettività: mando a fanculo il mondo.
Non c'è nessun colpevole, solo io che non capisco molte cose della vita dando testate a destra e a manca per sopravvivere.
domenica 8 giugno 2008
Un cuore che non batte
La riconquista della persona che amo è terminata, il risultato? beh... ora ve lo spiego.
Sembravamo una coppia di nuovo, nulla di ufficiale certo ma lo sembravamo, nelle piccole cose, nella quotidianità, etc.
Poi la discoteca... lui ubriaco che bacia una altro ragazzo, non lo stesso dell'altra volta, davanti a me, poi si siedono vicino a me sempre a labbra unite.... io non ho retto, son andato via e in un angolo della disco ho pianto di nuovo. Per un bel po' mi è sembrato che il mio cuore non battesse.
Il ritorno in macchina è stato micidiale, non potevo guardarlo negli occhi, trattenevo le lacrime a stento. Arrivato a casa tutti a dormire senza la buonanotte, tutti tranne me che mi sono rifugiato sulla terrazza a piangere chiedendomi il perchè, di nuovo, a me.
Non serve dire che la notte non ho chiuso occhio, aspettando la mattina per potergli parlare...
Oggi... dopo aver evitato un po' sono andato da lui, il bisogno era grande, e ho chiesto:
"Perchè? Perchè davanti a me?"
La risposta è stata scontata, la solita: "Non lo so"
Son dovuto uscire dalla stanza, ma poi son dovuto rientrare per abbracciarlo... ne avevo bisogno.
Ho detto solo: "Anche se non stiamo assieme, fa male"
Lui è stato semplicemente sincero: "Lo so."
Poi gli ho posto una semplice domanda: "Io dove sono nella tua vita ora?"
Lui: "Sei importante ma non provo quello che tu vorresti."
Semplice, sincero, finalmente...
Piangeva, perchè mi ha fatto male, si è preoccupato di me. Io lo amo ancora.
Cosa succede ora?
Siamo uno di fronte all'altro, ognuno al proprio pc, restiamo ciò che siamo.
Io gli auguro che prima o poi trovi la persona giusta che lo rifaccia credere in questo strano sentimento chiamato "Amore", io non ci sono riuscito, ma forse un giorno chissà.
Mi ha colpito il suo dire che il suo cuore non batte più, che oramai aveva finito di crescere, che non era più capace... mi ha colpito che lo dicesse piangendo. La stessa cosa l'ho provata io in discoteca.
Fa male, cazzo se fa male, ma non mi mostrerò debole, non mi mostrerò ferito, lui ha cose importanti da portare a termine, non ha bisogno di un peso in più. Continuerò ad aiutarlo nel progetto, se lui vorrà, abbracciandolo di tanto in tanto per ricordarmi il suo calore, quello che consideravo mio prima.
A volte è solo questione di un cuore che ha dimenticato che può battere più forte.
Sembravamo una coppia di nuovo, nulla di ufficiale certo ma lo sembravamo, nelle piccole cose, nella quotidianità, etc.
Poi la discoteca... lui ubriaco che bacia una altro ragazzo, non lo stesso dell'altra volta, davanti a me, poi si siedono vicino a me sempre a labbra unite.... io non ho retto, son andato via e in un angolo della disco ho pianto di nuovo. Per un bel po' mi è sembrato che il mio cuore non battesse.
Il ritorno in macchina è stato micidiale, non potevo guardarlo negli occhi, trattenevo le lacrime a stento. Arrivato a casa tutti a dormire senza la buonanotte, tutti tranne me che mi sono rifugiato sulla terrazza a piangere chiedendomi il perchè, di nuovo, a me.
Non serve dire che la notte non ho chiuso occhio, aspettando la mattina per potergli parlare...
Oggi... dopo aver evitato un po' sono andato da lui, il bisogno era grande, e ho chiesto:
"Perchè? Perchè davanti a me?"
La risposta è stata scontata, la solita: "Non lo so"
Son dovuto uscire dalla stanza, ma poi son dovuto rientrare per abbracciarlo... ne avevo bisogno.
Ho detto solo: "Anche se non stiamo assieme, fa male"
Lui è stato semplicemente sincero: "Lo so."
Poi gli ho posto una semplice domanda: "Io dove sono nella tua vita ora?"
Lui: "Sei importante ma non provo quello che tu vorresti."
Semplice, sincero, finalmente...
Piangeva, perchè mi ha fatto male, si è preoccupato di me. Io lo amo ancora.
Cosa succede ora?
Siamo uno di fronte all'altro, ognuno al proprio pc, restiamo ciò che siamo.
Io gli auguro che prima o poi trovi la persona giusta che lo rifaccia credere in questo strano sentimento chiamato "Amore", io non ci sono riuscito, ma forse un giorno chissà.
Mi ha colpito il suo dire che il suo cuore non batte più, che oramai aveva finito di crescere, che non era più capace... mi ha colpito che lo dicesse piangendo. La stessa cosa l'ho provata io in discoteca.
Fa male, cazzo se fa male, ma non mi mostrerò debole, non mi mostrerò ferito, lui ha cose importanti da portare a termine, non ha bisogno di un peso in più. Continuerò ad aiutarlo nel progetto, se lui vorrà, abbracciandolo di tanto in tanto per ricordarmi il suo calore, quello che consideravo mio prima.
A volte è solo questione di un cuore che ha dimenticato che può battere più forte.
